Impara la modestia se vuoi la conoscenza

Per i Persiani lo sport e la responsabilità morale ed etica erano in simbiosi con gli ideali di virtù, giustizia e forza, pertanto dalla storia degli eroi e degli uomini forti e virtuosi, gli “Ayyare” e “Siater”, deriva la storia e l’evoluzione del Varzesc Bastani, praticato nel Zur Kanè, la casa della forza e dell’energia. Presso gli antichi Persiani l’attività sportiva aveva grande importanza e bisogna tener conto di questo per accostarsi al Varzes-e Bastani “lo sport degli antichi” conosciuto anche come Varzes-eb-Pahlavani “lo sport degli eroi”.Sono questi i due nomi con cui in Iran viene chiamata la più antica forma di sport atletico di tutta la Persia. In Occidente tale disciplina è conosciuta come Zurkhaneh o Zoor Khane, in Italia con il nome di Zorkana, nome che indica più strettamente il luogo, la palestra dove si compiono gli esercizi fisici. Esso è una forma mista di ginnastica e lotta originariamente nata come accademia di educazione fisica per scopi militari. Le origini della disciplina si fanno risalire al III sec. a.C. durante l’epoca dei Parti(250 a.C.-224), sport sviluppatosi come allenamento e preparazione dei guerrieri al combattimento e al loro ruolo e dovere in generale; lo stesso termine Pahlavan, che designa l’eroe, deriva dalla lingua dei Parti. L’eroismo della lotta deriva dai racconti di miti narrati, basati sull’opera di Ferdowsi nel Shahnama (Libro dei re): gli atleti mitici e valorosi di quell’epoca si battevano contro le forze del male e da loro dipendevano le sorti di una intera nazione o di una guerra. Le radici della lotta affondano nella longeva tradizione persiana per la cultura fisica, testimoniata anche dallo storico greco Erodoto e tramandata di generazione in generazione per le sue valenze salutari e formative. I Persiani nei tempi antichi davano importanza alla salute e alla forza, praticavano esercizi fisici e addestravano i giovani a fare altrettanto. Secondo Erodoto “i Persiani addestrano il loro ragazzi da 5 a 20 anni in tre discipline: l’equitazione, il tiro con l’arco e la precisione”.L’educazione fisica e spirituale ha una lunga tradizione: risale ai Medi fino all’epoca degli Achemenidi.

Nell’epoca di Avesta secondo gli insegnamenti di Zorastro il corpo sano e l’educazione corporea erano ritenuti un dovere di ogni uomo iranico perché esso osserva che la felicità dell’animo dipende dal livello della sanità corporea. Il termine Varzesce Bastani è dovuto a come gli atleti si vestivano: usavano pantaloni corti di cuoio e applicavano delle regole e tecniche di lotta libera o adoperavano strumenti creati ad arte per questo genere di sport come “Mil” e “Kobadeh”, che rispettivamente ricordano la mazza e l’arco e, per emozionare gli atleti, veniva utilizzato il tamburo. Secondo tradizione la disciplina era praticata all’alba, oggi le gare si disputano prevalentemente al tramonto. Ogni seduta è preceduta e conclusa da una preghiera (Niayesh), dopo la preghiera inizia il riscaldamento, il Pazadan. Il primo esercizio è il Sang Gereftan nel quale gli atleti, sdraiati sul dorso sollevano due scudi (Sang), con un peso tra i 20 e i 40 Kg. Variabile a seconda dell’età. Dopo una seconda fase defaticante di Pazadan si passa al Mil Gereftan, una specie di ritmico sollevamento pesi. L’esercizio successivo il Charkh Zadan, simile a un ballo, consiste nel fare la ruota alla maniera dei Darwish, discepoli asceti di una particolare Turuq islamica che si prodigano in danze roteanti o turbinanti per raggiungere l’estasi mistica. Si passa poi al Kabbadeh, una prova alquanto tecnica in cui viene utilizzato un arco con una catena al posto della corda, pesante dai 7 ai 16 Kg. L’ultima disciplina De Varzes-e-Pahlavani è anche quella più antica: il Koshti Gerefan, la lotta a mani nude nella quale ci si confronta 2 a 2 al centro del Gaud. Le tecniche utilizzate sono varie e si dividono in offensive, difensive e di contrattacco. Agli “atleti” si richiede in primis purezza d’animo, sincerità e temperanza, poi la forza fisica. A ogni incontro si recitano dei versi per esemplificare il principio di modestia. Il campione iraniano Kanz Ol-Haghayegh diceva: “Impara la modestia se vuoi la conoscenza. Un altopiano non potrà mai essere irrigato dal fiume”.

  • Gerardina Russoniello

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