I Giochi Panellenici

 

I Giochi Istmici, istituiti nel 582 a.C. in onore di Poseidone, dio del mare, e del dio Palemone, si svolgevano in un’area boschiva a sud est dell’Istmo di Corinto ogni 2 anni, nel secondo e quarto anno di ogni Olimpiade, tra Maggio e Giugno. Secondo Pausania erano stati istituiti da Poseidone eApollo per commemorare il loro accordo sul dominio dell’Istmo; Plutarco li attribuisce a Teseo; altri a Sisifo. Solo Igino parla di un fondatore di nome Eratocle, che li avrebbe dedicati a Melicerte e Isso, precipitati in mare. I Giochi Istmici dopo quelli di Olimpia erano i Giochi più solenni sia per il numero di concorrenti sia per l’afflusso di gente. Essi avevano più degli altri Giochi un carattere più aperto socialmente, festoso e talvolta anche caotico, questo grazie alla particolare posizione geografica della sede delle gare, che comprendevano varie competizioni equestri, il pugilato, il pancrazio, il pentathlon, la lotta e diverse gare ginniche. Le gare ippiche avevano una particolare importanza essendo il cavallo l’animale sacro a Poseidone e inoltre si tenevano in un apposito teatro competizioni musicali con la cetra e con il canto solistico e corale, aggiunte nel periodo ellenistico. Vi erano anche gare svolte in mare, simili a regate. Il vincitore riceveva in premio una corona d’aghi di pino o di apio selvatico. Secondo tradizione i Giochi erano aperti con un corteo votivo davanti all’altare di Poseidone e venivano fatti dei sacrifici, di notte, nella cripta di un tempietto appositamente allagato, sotto la supervisione di sacerdoti; la cerimonia di chiusura consisteva in un sacrificio. Prima dell’inizio dei Giochi veniva promulgata a Corinto una tregua per dare agli atleti il passaggio sicuro attraverso la Grecia. Nel 412 a.C., nonostante vi fosse la guerra tra Atene e Corinto, gli Ateniesi furono invitati ai Giochi. Il primo stadio adatto a ospitare le attività agonistiche risale al VII-VI sec. a.C., ben presto sostituito da una struttura più capiente sita presso un fiume modificato e fatto scorrere sottoterra. La pista era lunga 181,15 m. che si allargava nella parte centrale. I Giochi Istmici furono interrotti nel 146 a.C. quando i Romani distrussero la città di Corinto e furono ripristinati un secolo dopo quando Giulio Cesare fece ricostruire la città. Per celebrare i vincitori delle gare svoltesifra il 484 a.C. e il 476 a.C., Pindaro compose le Istmiche.

Secondo la tradizione i Giochi Panatenaici furono istituiti da Erittonio, uno dei primi re di Atene,o da Teseo per celebrare il sinecismo dell’Attica sotto Atene. Erano competizioni sportive che si tenevano ogni 4 anni ad Atene e facevano parte di una più ampia festa religiosa, le Panatenee, che si celebravano ogni anno. Ogni 4 anni, in coincidenza con l’organizzazione dei Giochi, le feste prendevano il nome di “Grandi Panatenee” e duravano 5 o 6 giorni in più delle altre feste. Le Grandi Panatenee furono organizzate per la prima volta da Pisistrato nel 566 sul modello dei Giochi Olimpici, ma egli aggiunse anche competizioni musicali e poetiche, e si tenevano nel terzo anno dell’Olimpiade. Le Panatenee, festa religiosa più importante dell’antica Grecia, si svolgevano in onore della divinità protettrice della città, Atena con l’appellativo di Poliàs, Poliade.Si tenevano il giorno della nascita della dea, il 28 del mese di Ecatombeone, corrispondente alla fine di Luglio e vi partecipavano tutti i cittadini liberi, comprese le donne. Dapprima i Giochi Panatenaici erano Giochi locali e solo con Pisistrato nel 528 a.C. furono aperti anche agli atleti delle città alleate. Per un certo periodo furono sospesi, ripristinati poi da Pericle nel 460 a.C.

Per i cittadini ateniesi i Giochi Panatenaici erano le competizioni più prestigiose, anche se non avevano la stessa importanza dei Giochi Olimpici o altri Giochi Panellenici. Le competizioni, che si svolgevano allo stadio Panathinaico, ancora in uso, erano divise in 2 categorie: quelle riservate ai soli Ateniesi e quelle a cui qualsiasi greco poteva partecipare. Le gare aperte a tutti erano le stesse dei Giochi Olimpici e comprendevano pugilato, lotta, pancrazio, pentathlon e la corsa dei carri.

Le gare a cui potevano partecipare solo gli Ateniesi erano diverse:

  • una corsa da disputare che andava dal Pireo all’Acropoli reggendo una fiaccola
  • combattimenti simulati di opliti e cavalieri
  • il lancio del giavellotto da cavallo
  • le Apobatie, gare tra carri nelle quali il guidatore salta giù dal carro, corre a fianco e balza di nuovo a bordo
  • le Pirriche, esercitazioni militari effettuate con accompagnamento musicale
  • l’Evandria, una gara di bellezza fra gli atleti

in un periodo successivo fu introdotta anche una gara di voga.

Importanza rilevante, molto più dei Giochi, era la Processione Panatenaica che si concludeva al Partenone e che avveniva solo in onore delle Grandi Panatenee. Essa coinvolgeva tutta la città e vi partecipavano le autorità cittadine, i cavalieri e simbolicamente gli Dei. Durante la Processione veniva portato al Partenone uno speciale peplo con cui le fanciulle di famiglia nobile rivestivano la statua di Atena, tessuto dalle Ateniesi nobili e ricamato con episodi della Gigantomachia. Si celebrava in onore della Dea anche un sacrificio di massa, l’ecatombe (uccisione di 100 buoi) e la carne degli animali uccisi veniva mangiata durante un fastoso banchetto alla fine delle feste, la Pannychis. Il vincitore riceveva le anfore panatenaiche piene di olio di oliva; sul lato principale di questi vasi, decorate solo a figure nere, era rappresentata Atena armata di elmo, scudo e lancia fra 2 piccole colonne doriche sormontate da galli, sull’altro lato la disciplina nella quale l’atleta aveva trionfato.

  • Gerardina Russoniello

Potrebbero anche interessarti...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *